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Modelli linguistici ipnotico-persuasivi che aiutano a far passare meglio il messaggio oltre il filtro critico

 

 

 

 

 

La comunicazione efficace ha due diversi livelli di influenza:

Il primo è puramente razionale e si basa su argomentazioni logiche ed evidenti. Si rivolge a ciò che è ovvio e si mantiene su ciò che è logico e opportuno in base ai fatti.

Il secondo è rivolto al mondo interno dell’interlocutore, non considera necessariamente ciò è logico ma a quello che l’altro può sentire emotivamente in base alla sua storia.

 

Il primo attiva la mente razionale, induce a pensare e tiene lontane le emozioni in quanto possono solo disturbare l’azione giusta da compiere. Se utilizzata per spiegare o divulgare può generare stanchezza e freddezza.

Il secondo attiva il mondo interiore, induce a connettersi con ciò che si sente dentro e con quello che appartiene alle esperienze passate. Se utilizzata per insegnare o divulgare può indurre ad immaginare e può attivare emozioni, ricordi e connessioni intuitive.

Le circostanze esterne a volte sono per così dire neutre, ossia scollegate da precise emozioni, dunque impongono solo un’analisi logica delle variabili implicate. Tali circostanze sono ad esempio decidere cosa acquistare, scegliere una destinazione vacanziera, un prodotto qualsiasi, sino anche a problematiche di lavoro. 

Ma se un ragionamento razionale è la via più efficace e utile nei suddetti casi, ciò non si può dire quando invece sono le emozioni ad essere coinvolte.

Il mondo interiore di ciascuno è molto variegato e siccome il territorio in questione è la mente inconscia, nella maggior parte dei casi si tratta di dinamiche poco consapevoli anche per l’interessato, figuriamoci per gli altri!

Ci accorgiamo di essere in presenza di nuclei emotivi quando notiamo comportanti a tratti paradossali, decisioni apparentemente non convenienti e atteggiamenti poco razionali. Ecco che in questi casi la comunicazione logica spesso è poco efficace, a volte persino fastidiosa per chi la riceve, dato che il terreno su cui vertono le variabili implicate non è quello conscio, bensì inconscio. 

 

E’ in questi casi che diviene utile la Comunicazione Emozionale la quale, più che agli aspetti logici delle questioni, si rivolge ai significati interni della persone, a ciò che per lei è importante e che manovra tutto il comportamento esterno.

Non si tratta di normale empatia o assertività. La comunicazione Emozionale è estremamente propositiva, essa nasce dal linguaggio del cambiamento, pertanto il suo obiettivo è quello di aiutare qualcuno a fare un passo in avanti, a prendere decisioni e a tirarsi fuori da situazioni difficili. 

Si tratta di utilizzare al meglio il funzionamento naturale del cosiddetto filtro critico della mente, ossia quella sorta di barriera che separa la porzione razionale da quella inconscia. Esso funge proprio da filtro in base a ciò che può entrare - ed essere preso in considerazione - rispetto a ciò che deve rimanere fuori in quanto minaccioso per la propria autostima.

 

La Comunicazione Emozionale comprende al suo interno vari aspetti, tra cui:

Modelli linguistici ipnotico-persuasivi che aiutano a far passare meglio il messaggio oltre il filtro critico

Modelli linguistici di difesa verbale che servono a proteggere la propria interiorità e autostima dalle aggressioni esterne

 

Quando ad esempio si riceve un giudizio o un consiglio gratuito che non tiene conto del nostro punto di vista, ecco che il filtro critico si attiva e mette in atto strategie di difesa. Ancor di più ciò accade quando si riceve un’accusa.

Queste formule sono considerate blocchi di comunicazione, ogni volta che vengono uditi, dovremmo accorgersi che la comunicazione non viene accolta dall’altro, dato che sono attive le sue strategie di difesa. Significa che abbiamo toccato una di quelle situazioni che coinvolgono emozioni, pertanto la logica avrà poca utilità in un dialogo.

Se ad esempio una nostra amica a cena ci racconta di quanto sia cattivo il suo partner che continua a tradirla, trattarla male e non avere mai tempo per lei, sarà davvero inutile utilizzare un linguaggio logico, esso troverà di fronte a sé tutte le difese possibili del filtro critico. Dire semplicemente “Dovresti lasciarlo” significa andare a configgere con i significati emozionali implicati nel rapporto, il che vuol dire bloccare la comunicazione. 

 

Nella Comunicazione Emozionale esiste una tecnica chiamata Lettura del pensiero. Essa consiste nell’utilizzare la naturale propensione umana a difendere il fortino della propria immagine sociale di sé

A nessuno piace di venir messo in discussione riguardo la propria intelligenza e capacità. Le persone possono essere anche disposte ad imparare cose nuove, ma raramente ad essere insegnate. Questo è il motivo per cui consigli, giudizi sono spesso tenuti alla larga o combattuti.

Se invece si riesce a coinvolgere le difese interne altrui, allora la persona prenderà seriamente in condizione ciò che stiamo dicendo. Si tratta di dipingere l’altro come già in possesso delle risorse che necessiterebbe. 

Es.  un amico che fa troppi doppi falli a tennis, rendendo il gioco molto noioso.

In questo caso dirgli semplicemente di stare più attento significa forzare la sua sensibilità interiore; egli potrebbe sentirsi “insegnato”, oppure stupido perché non ci sta riuscendo. Inoltre l’emotività che sta provando a seguito dei tanti errori impedirà ancora di più uno scambio di opinioni costruttivo. 

Usando la tecnica della lettura del pensiero potrebbe essere detto così:

“Tu non hai bisogno che qualcuno ti dica che devi cambiare impugnatura e scavalcare la rete.. lo sai da te e ci starai già provando”. 

“Oggi è una giornata particolare, tu non sei il tipo che fa sempre gli stessi errori, di solito trovi sempre soluzioni diverse, e provi sempre a fare cambiamenti nel tuo gioco..”.

 

In questo modo vengono veicolati due importanti messaggi: cambia impugnatura e trova soluzioni diverse. Questi vengono suggeriti non come consigli, ma come virtù molto positive che già la persona possiede (o almeno che noi gli attribuiamo), e dato che la persona è stata dipinta in questo modo, difficilmente non le prenderà in considerazione.

 

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Dott. Matteo Sinatti 

Dott. in Psicologia, Ipnotista, Formatore, Consulente in comunicazione, Scrittore

Master Trainer in Comunicazione Subliminale e Emozionale

Socio ordinario dell’AIPNL (Associazione Italiana di Programmazione Neurolinguistica),  

Mental Coach presso Arezzo Calcio Femminile e altre società sportive.

Consulente dello sport e formatore presso UISP sezione arbitri - Toscana

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