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Cosa permette di cambiare le convinzioni di una persona? Perché alcuni sono così bravi a difendersi, a farsi intendere o a ribaltare una conversazione, sino ad ottenere sempre ragione? Come riesce un grande leader a motivare e a trasmettere entusiasmo negli altri? 


Sono dott. in Psicologia e Ipnotista e mi occupo di cambiamento individuale da più di dieci anni. Altro ambito di interesse è sempre stato la comunicazione (capacità di veicolare un messaggio). 

ll mio interesse negli ultimi anni è stato quello di studiare la comunicazione umana. 

Sono sempre affascinato dai grandi discorsi capaci di suscitare entusiasmo e motivazione. Mi sono appassionato al cinema, ho riascoltato i più famosi comunicatori nel business, in politica, nel giornalismo. Ho ascoltato e letto le arringhe più affascinanti nel campo dell’avvocatura, sempre alla ricerca di ciò che realmente, a livello verbale, faceva la differenza.  

 

Cosa permette di cambiare le convinzioni di una persona? Perché alcuni sono così bravi a difendersi, a farsi intendere o a ribaltare una conversazione, sino ad ottenere sempre ragione? Come riesce un grande leader a motivare e a trasmettere entusiasmo negli altri?

Grazie a questa passione, ho cominciato ad analizzare le migliori e più praticabili tecniche che riuscivo a vedere. Sino a costituire un modello.

Lentamente mi sono accorto che la stragrande maggioranza di queste formule linguistiche erano molto simili a quelle utilizzate nella comunicazione più potente al mondo: il linguaggio ipnotico, il quale, più che alla sfera razionale, si rivolge alle emozioni e a ciò che rimane inconsapevole. Ovviamente tale linguaggio, se pur affascinante, ha sempre avuto una difficile applicazione nel quotidiano (a livello cosciente), tuttavia non impossibile.. 

In effetti la comunicazione ipnotica è così influente che è capace di alterare lo stato di coscienza, trasmettere nuove motivazioni, aprire nuovi scenari mentali, sino anche a produrre un cambiamento fisico (come un’analgesia). 

Da qui, la radice del mio lavoro: ho allora deciso di comparare il linguaggio in ipnosi con quello dei più famosi comunicatori scoprendo, non senza stupore, che vi erano dei fantastici punti di convergenza. Erano presenti alcuni meccanismi linguistici simili! Delle formule capaci di evitare resistenze critiche dell’interlocutore ed essere utili per farsi comprendere in una conversazione.


Non si tratta di tecniche di rispecchiamento, di rapport (PNL), di empatia e di assertività, nemmeno di osservare il linguaggio del corpo o di usare le stesse parole sensoriali dell’interlocutore. Tutto ciò è già stato detto e proposto. 

La novità sta proprio in pure formule linguistiche che come degli abiti senza taglia, possono vestire qualsiasi tipo di argomento, a patto che venga mantenuta la tecnica.

 

Il segreto risiede nel fatto che i propri messaggi, punti di vista, consigli e desideri, per poter essere  ascoltati e presi in considerazione, devono essere veicolati in maniera indiretta, evitando il fattore critico dell’interlocutore.

Un conflitto, una discussione accesa, un litigio, un’incomprensione non servono assolutamente a niente. Questi portano necessariamente a creare una distanza tra le parti e dunque una perdita di collaborazione e di armonia.

La maggior parte delle persone, inoltre, rimane coinvolta emotivamente nei conflitti, porta a casa la rabbia, la delusione, la frustrazione, sprecando un sacco di energia in pensieri improduttivi. Questa condizione viene chiamata Sequestro emotivo e consiste nella perdita completa di lucidità, aprendo le porte all’impulsività e a scelte drastiche, di cui poi se ne possono pagare le conseguenze. Alcuni arrivano addirittura a nutrire desideri di vendetta! Sprecando così ancora di più tempo, energia ed entusiasmo. 


Tutto questo è evitabile e soprattutto rappresenta la messa in scena delle proprie debolezze.

Aristotele diceva: “Chiunque è capace di arrabbiarsi. Ma arrabbiarsi nel modo e nella misura giusta, questo non è facile”.  

Io invece dico che riuscire a controllare una discussione ed evitare il conflitto, rappresenta la massima forma di intelligenza, significa migliorare se stessi e riuscire a prendere il meglio da ciò che possono dare gli altri (ciò che viene definito Quoziente Emotivo: QE).

 

Il modello che propongo comprende tecniche di difesa verbale, rapide ed efficaci, capaci di rispedire al mittente qualsiasi tipo di aggressione, di generalizzazione o di accusa, portando l’interlocutore a riformulare la propria affermazione e dunque a giustificarsi

Non si tratta di difendersi solamente, oppure di mostrare il proprio ego al fine di apparire più intelligenti. Ciò vorrebbe dire interrompere una conversazione sebbene se ne possa uscire vincitori a livello linguistico.

L’obiettivo è invece quello di riuscire ad aprire nuovi scenari, facendo in modo da ristabilire un'armonia produttiva da un dialogo apparentemente chiuso.

Alcune di queste tecniche possono dunque trasformare facilmente un’accesa discussione in una bella collaborazione, sempre in maniera indiretta, con brevissime frasi, in maniera apparentemente magica.

 

Altre formule linguistiche consentono poi di trasmettere messaggi in maniera indiretta, evitando resistenze cognitive, dubbi e mancanza di fiducia. 

Se la mente dell’altro è in modalità difensiva significa che il suo atteggiamento sarà sempre scettico e dubitativo, se invece è in modalità accusatoria, allora la sua comunicazione sarà provocatoria e aggressiva. Se la persona si mostra rigida e fermamente convinta delle sue idee, dimostrando poca apertura al nuovo, allora il suo livello di ascolto e il suo linguaggio sarà pieno di  blocchi di comunicazione: “Si ma”, “Si però”, ecc. 

Qualsiasi sia l’atteggiamento dell’altro è necessario prima di tutto saperlo riconoscere e applicare un aggiustamento linguistico idoneo, pena una completa lontananza d’intenti, sino anche al conflitto. 

Apprendere queste conoscenze significa dunque padroneggiare l’arte della retorica persuasiva e della difesa verbale, significa sapere esattamente cosa fare, in ogni momento, dato che, una volta acquisita, questa comunicazione diverrà automatica, ossia utilizzabile senza sforzo mentale.

Non vuol dire solo imparare a gestire una conversazione, ma anche difendersi da forme di manipolazioni verbali che spesso riescono a modificare il nostro stato emotivo, oppure, peggio ancora, a costringerci verso comportamenti poco produttivi, senza rendersene conto.

 

MASTER IN COMUNICAZIONE SUBLIMINALE

 

 

 

 

 

 

 


 

Dott. Matteo Sinatti 

Dott. in PsicologiaIpnotista, Formatore, Consulente in comunicazione, Scrittore

Master Trainer in Comunicazione Subliminale e Emozionale

Socio ordinario dell’AIPNL (Associazione Italiana di Programmazione Neurolinguistica),  

Mental Coach presso Arezzo Calcio Femminile e altre società sportive.

Consulente dello sport e formatore presso UISP sezione arbitri - Toscana

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