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Non possiamo pretendere che le cose cambino, se continuiamo a fare le stesse cose ( ALBERT EINSTEIN)


 

 

Se chiedessi qual è uno dei grandi desideri che vorremmo realizzare, nessuno esiterebbe a rispondere dimagrire, per avere un corpo perfetto e poter in questo modo piacere di più agli altri e a se stessi. Tutti abbiamo iniziato delle diete, più o meno drastiche, per poter raggiungere la tanto auspicata forma fisica invidiabile, ma in molti casi tali buoni propositi si sono scontrati con un desiderio più forte, quello di cedere alla tentazione della tavola, mangiare cibi che sono troppo buoni per essere proibiti nella nostra alimentazione e che la società consumistica odierna continua a proporci.


Ma qual è la vera causa di un fallimento di una dieta?
E’ strano pensare che proprio noi spesso siamo i nemici di noi stessi, o, per meglio dire, la nostra mente che innesca un meccanismo di auto convincimento, ponendoci in stato di ipnosi. In realtà è insito della natura umana sgarrare le regole non appena esse vengono percepite come costrizioni, e, come sosteneva Oscar Wilde, la più tenace resistenza alle tentazioni consiste proprio nel cedere ad esse. Il problema principale consiste nella coerenza, nel convertire il pensiero, ovvero l’allettante obiettivo di perdere peso, in azione, quindi realizzarlo attraverso un comportamento razionale e in linea con i nostro progetto. Non è affatto semplice perché nessuno , o poche persone almeno, vivono in perfetto equilibrio e spesso la mente ci ostacola e noi la lasciamo passivamente guidare le redini delle nostre scelte future. Davanti ad una dieta non portata a termine che misure adottiamo? Le stesse di quando, da bambini prendevamo un brutto voto a scuola e tentavamo di arrampicarci sugli specchi, inventando scuse ai nostri genitori, attribuendo la colpa agli altri, ad un compito troppo difficile, oppure ad un insegnante che ci aveva purtroppo preso di mira. Si tratta di giustificazioni esterne, di ciò che lo psicologo Elliot Aronson spiega ne L’animale sociale come bisogno degli esseri umani di giustificare se stessi e i propri comportamenti quando questi rientrano nella propria responsabilità:


Tale tendenza non è mediata a livello razionale, bensì proviene direttamente dall’inconscio sotto forma di un impulso che ha come finalità quella di tutelare l’autostima e l’idea che ognuno ha di sé. Questo fenomeno viene definito, appunto, comportamento ego-difensivo.

(Emozioni che fanno ingrassare

Matteo Sinatti)

 

Questo avviene soprattutto in tre contesti, ovvero quando si è molto coinvolti nel proposito, quando si è consapevoli che l’obiettivo è, appunto, sotto la nostra responsabilità e quando, infine, si ha la percezione di essere osservati dagli altri. Lo psicologo Leon Festinger aggiungeva che, quando le emozioni e i comportamenti entrano in conflitto fra loro, si ha la tendenza ad eliminare gli elementi in contraddizione. Quindi, se la persona si accorge che i comportamenti dovuti al non riuscire a mangiare meno non sono all’altezza dei suoi obiettivi di perdere peso, trova delle giustificazioni esterne.

Ma cosa succede quando ci accorgiamo che le scuse risultano sempre più inverosimili anche nel caso le avessimo usate troppo spesso? Le accantoneremmo  e troveremmo  
 giustificazioni di altra natura, attribuendo la colpa a noi stessi e a ciò che si crede non essere capaci di fare. Di conseguenza si passa da giustificazioni esterne a quelle interne.

E quando superiamo il limite di tollerabilità nei confronti delle discrepanze della nostra identità, passiamo solitamente ad un terzo stadio di questo calvario, ovvero cambiare le convinzioni di sé. Se non riusciamo a realizzare un nostro desiderio, dopo vari tentativi, la tendenza consiste proprio nell’autoconvincimento di non essere in grado di riuscire.

La soluzione consiste proprio nel destarci dallo stato ipnotico che ci ha asservito inconsapevolmente, spesso prendere consapevolezza di questo limite può innescare miracolosamente un corto circuito volto a disinnescare questo pericoloso meccanismo.

Ricordiamo una cosa però, la realizzazione di un desiderio consiste nel saper guidare con coerenza e razionalità le redini della nostra vita e delle nostre decisioni. Non permettiamo a distruttivi auto convincimenti errati di rovinarci e di assoggettarci passivamente. 

 

 


 MASTER IN COMUNICAZIONE SUBLIMINALE

 

 


 

 

 


 

Dott. Matteo Sinatti 

Dott. in PsicologiaIpnotista, Formatore, Consulente in comunicazione, Scrittore

Master Trainer in Comunicazione Subliminale e Emozionale

Socio ordinario dell’AIPNL (Associazione Italiana di Programmazione Neurolinguistica),  

Mental Coach presso Arezzo Calcio Femminile e altre società sportive.

Consulente dello sport e formatore presso UISP sezione arbitri - Toscana

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